Elicottero militare cade nel lago muore uno dei tre a bordo

ROMA – Un elicottero dell’esercito è precipitato nel lago di Bracciano, a Vigna di Valle, alle porte di Roma. Il velivolo, impegnato in un Air Show, si è inabissato nelle acque del lago durante un’esibizione prevista nel corso della manifestazione aerea “Ali in lago”. A bordo dell’elicottero, un NH-90 nuovissimo, c’erano tre militari. La vittima è il pilota istruttore capitano Filippo Fornassi, da oltre dieci anni in servizio all’Aves di Viterbo. Incastrato tra le lamiere e rimasto sott’acqua per qualche minuto è stato poi portato al Pronto soccorso di Bracciano ma non ce l’ha fatta. lascia la moglie e due figli, Elettra di 15 anni e Guglielmo (10). Stanno bene gli altri due membri dell’equipaggio. Il capitano pilota Giovanni Fabio Manzella, 44 anni e capo squadra, è stato ricoverato al policlinico Gemelli di Roma, è fuori pericolo. E’ lucido e ha chiesto dei colleghi. Il maresciallo capo Cosimo Palladino è rimasto illeso.

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La manifestazione aveva richiamato centinaia di persone, tutti testimoni oculari dalla riva ma anche dall’acqua – a decine erano in canoa o su alcune imbarcazioni – di una scena che difficilmente scorderanno. Era quasi la fine dell’esibizione quando l’elicottero si è improvvisamente messo in verticale con la punta verso l’acqua, si è come tuffato inabissandosi. La folla ha urlato quando ha visto il velivolo, ormai al termine dell’esibizione, mettersi all’improvviso in posizione verticale, con la punta verso l’acqua e la coda in alto, come se avesse urtato contro un ostacolo. Poi il velivolo è stato inghiottito dall’acqua. Altri testimoni raccontano che prima di questa sequenza, l’elicottero si era in realtà avvicinato troppo fin quasi ad urtare l’acqua: da qui si sarebbe prima impennato per poi precipitare in verticale. In aria sono volate schegge di metallo, pezzi dell’elicottero che è andato in frantumi come un cristallo doppo l’impatto con l’acqua.


Le ambulanze in servizio alla manifestazione sono subito intervenute e i soccorsi sono stati immediati. Gommoni dei carabinieri, con i sommozzatori, hanno riportato a riva quasi subito due dei tre componenti dell’equipaggio. Ma sono stati necessari 12 minuti per recuperare il corpo del capitano Fornassi rimasto incastrato tra le lamiere della cabina sott’acqua. Troppi? Poteva essere salvato? Sono state aperte due inchieste, una interna dell’Esercito e una della procura di Civitavecchia.

L’elicottero precipitato era in servizio presso il comando dell’Aviazione Leggera dell’Esercito (Aves) di Viterbo. L’ NH-90 è un elicottero da trasporto tattico di ultimissima generazione, un “multiruolo” frutto di un progetto congiunto di Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Portogallo. E’ lungo venti metri, ha un’autonomia di volo di circa 4 ore e una velocità massima di oltre 300 chilometri orari. Può volare fino a 6.000 metri di quota e in qualsiasi condizione atmosferica, di giorno e di notte grazie al sistema dei comandi in volo. E’ anche armato con due mitragliatrici con sei canne rotanti. Tutto inutile: un guasto o un errore umano ed è andato in frantumi come un bicchiere di cristallo. I suoi resti galleggiano ancora sulla superficie del lago. La carlinga giace a cinque metri di profondità e a cinquecento metri della riva.

(1 giugno 2008)

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